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Normativa Aree Naturali Protette

Il contesto internazionale

Foto di G. Zaccaria

La Conservazione della natura si inserisce in un ampio quadro normativo che riguarda la tutela della biodiversità e che richiama diversi atti internazionali e nazionali:

- Convenzione di Parigi del 1950 sulla “protezione di tutti gli uccelli viventi allo stato selvatico” (ratificata dall’Italia con L. 24 novembre 1978, n. 812),

- Convenzione di Ramsar del 1971 relativa alle “zone umide di importanza internazionale come habitat di uccelli acquatici” (ratificata dall’Italia con il DPR 13 Marzo 1976, n. 44),

- Convenzione di Berna del 1979 riguardante la “conservazione delle specie migratrici della fauna selvatica e dell’ambiente naturale in Europa” (ratificata dall’Italia con L. 5 agosto 1981, n. 503),

- Convenzione di Bonn del 1979 riguardante la “conservazione delle specie migratrici della fauna selvatica” (ratificata dall’Italia con L. 25 gennaio 1983, n. 42),

- Convenzione di Rio de Janeiro sulla biodiversità del 1992 (ratificata dall’Italia con L. 14 febbraio 1994, n. 124).

A tali convenzioni hanno fatto seguito le Direttive 92/43/CEE Habitat e 79/409/CEE Birds, nonché la Legge quadro sulle aree naturali protette 6 dicembre 1991 n. 394.

 

 

Le zone umide costituiscono ecosistemi con un grado di biodiversità molto elevato ed habitat ideali per gli uccelli acquatici. Il riconoscimento della loro significatività è avvenuto con la Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale, sottoscritta a Ramsar, in Iran il 2 febbraio 1971. In Italia essa è stata ratificata e resa esecutiva con il D.P.R. 448 del 13/07/1976 e con il successivo D.P.R. 11 febbraio 1987 n. 184.

In Italia 50 siti sono stati riconosciuti e inseriti nell'elenco d'importanza internazionale, essi comprendono aree acquitrinose, paludi, torbiere oppure zone naturali o artificiali d'acqua, permanenti o transitorie comprese zone di acqua marina la cui profondità, quando c'è bassa marea, non superi i sei metri. In Puglia sono tre le aree individuate ai sensi della Convenzione di Ramsar: Saline di Margherita di Savoia, Torre Guaceto e Le Cesine.

 

 Normativa nazionale

Il punto di svolta nella e per la gestione delle aree naturali protette è stata l'approvazione della Legge 394/91, avvenuta dopo un lungo dibattito. Essa, nel fornire un quadro unitario a carattere nazionale e regionale, ha consentito di riorganizzare la materia, fino ad allora frammentata, della tutela della natura e dell'ambiente. Ha inoltre individuato la classificazione delle aree naturali protette ed il loro elenco ufficiale, definendo le procedure per l'istutuzione e la gestione dei Parchi e delle Riserve. Laddove i Parchi nazionali "sono costituiti da aree terrestri, fluviali, lacuali o marine che contengono uno o piu' ecosistemi intatti o ancheparzialmente alterati da interventi antropici, una o piu' formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche, di rilievo internazionale o nazionale per valori naturalistici, scientifici, estetici, culturali, educativi e ricreativi tali da richiedere l'intervento dello Stato ai fini della loro conservazione per le generazioni presenti e future" (art. 2 comma 1 L 394/91) e le Riserve naturali "sono costituite da aree terrestri, fluviali, lacuali o marine che contengono una o più specie naturalisticamente rilevanti della flora e della fauna, ovvero presentino uno o più ecosistemi importanti per le diversità biologiche o per la conservazione delle risorse genetiche. Le riserve naturali possono essere statali o regionali in base alla rilevanza degli interessi in esse rappresentati" (art.2 comma 3 L 394/91).
La successiva L 426/98 ha apportato alcune modifiche alla Legge quadro finalizzate a dare maggiore peso al ruolo delle Regioni e delle Comunità locali nella istituzione e nella gestione delle aree naturali protette.

- Legge 6 dicembre 1991, n. 394 "Legge quadro sulle aree naturali protette" e ss.mm.ii..
- Legge 29 dicembre 1998, n. 426
 "Nuovi interventi in campo ambientale" (Modifiche alla L. 394/91). 

 

Normativa regionale

La Legge quadro pugliese è la l.r. 24 luglio 1997, n. 19 e ss.mm.ii. "Norme per l'istituzione e la gestione elle aree naturali protette nella Regione Puglia" che individua i criteri per l'istituzione e la gestione delle aree naturali protette regionali. Attualmente, a partire dai territori di reperimento di cui all'art. 5 di tale norma, ne sono state istituite 18: 11 Parchi naturali regionali (Bosco e Paludi di Rauccio, Saline di Punta della Contessa, Terra delle Gravine, Porto selvaggio e Palude del Capitano, Bosco Incoronata, Isola di Sant'Andrea e litorale di Punta Pizzo, Costa Otranto Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo, Litorale di Ugento, Fiume Ofanto, Lama Balice) e 7 Riserve naturali regionali (Boschi di Santa Teresa e dei Lucci, Riserve naturali regionali orientate del litorale tarantino orientale, Bosco di Cerano, Bosco delle Pianelle, Palude del Conte e Duna costiera - Porto Cesareo, Palude La Vela, Laghi di Conversano e Gravina di Monsignore). E' stato inoltre approvato il DDL istitutivo del Parco denominato "Medio Fortore". Laddove i Parchi naturali regionali "sono costituiti da aree terrestri, fluviali, lacuali, da tratti di mare prospicienti la costa, che costituiscono un sistema omogeneo individuato dagli assetti naturali dei luoghi, dai valori paesaggistici e artistici dei luoghi e dalle tradizioni culturali delle popolazioni locali" (art. 2 comma 1 lettera a l.r. 19/97) e le Riserve naturali regionali "sono costituite da aree terrestri, fluviali, lacuali o marine che contengono una o più specie naturalisticamente rilevanti della flora e della fauna ovvero presentinouno o più ecosistemi importanti per le diversità biologiche o per la conservazione delle risorse genetiche" (art. 2 comma 1 lettera b l.r. 19/97). Tali aree sono state recentemente inserite nell'Elenco delle aree naturali protette, marine e terrestri, previsto dalla Legge 394/1991, che ne classifica la tipologia e che costituisce la base per l'assegnazione di finanziamenti agli enti di gestione. Attualmente è in vigore il 6° aggiornamento, approvato con Delibera della Conferenza Stato-Regioni del 17 dicembre 2009 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31.05.2010.

 

 

- D.G.R. n. 1366 del 3 Agosto 2007 "Atto di indirizzo e coordinamento per l'attuazione in Puglia della Legge regionale n. 19/1997 e delle Leggi istitutive delle aree naturali protette regionali".

- l.r. 21 Maggio 2002, n. 7 "Modifica all'art. 5 e alla scheda D5 della legge regionale 24 luglio 1997, n. 19" (BURP n. 61 supll. del 21 Maggio 2002)".

D.G.R. n. 1760 del 22 dicembre 2000 "Attuazione della L.R 24 luglio 1997, n. 19 'Norme per l’istituzione e la gestione delle aree naturali protette nella Regione Puglia' - Istituzione delle aree naturali protette - Atto di indirizzo" (BURP n. 21 del 5 Febbraio 2001).

- l.r. 24 luglio 1997, n. 19 e ss.mm.ii. "Norme per l'istituzione e la gestione elle aree naturali protette nella Regione Puglia".

 


Aree naturali protette in corso di istituzione

Riserva naturale regionale "Dune di Campomarino e Torrente Borraco"

Conferenza dei Servizi del 24.06.2011 - Proposta perimetro e Relazione allegata

 

I testi pubblicati non hanno carattere di ufficialità.

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