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Ulivi: miniera energetica della Puglia

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Qualcuno dice che l'ulivo è come il maiale. "non si butta via niente". Infatti dall'albero non si raccoglie solo il frutto (la drupa), ma anche legna da ardere e sottoprodotti della produzione dell'olio. I residui di potatura di maggiore dimensione vanno ad alimentare i forni e ad arricchire di aromi il pane, le focacce, i taralli, le pizze. Quelli di minore dimensione, le cosidette frasche, possono essere invece trasformati in compost ed essere utilizzati per rendere più fertili i suoli degli stessi uliveti. Un patrimonio rilevante tenuto conto che ogni albero di ulivo produce in media 10-30 kg/anno di ramaglie di potatura. Le sanse esuaste derivanti dalla produzione dell'olio sono invece un buon combustibile già attualmente utilizzato in centrali domestiche, agricole e per la produzione di energia elettrica. La produzione regionale di sansa si aggira sulle 900.000 t/anno confermando l'entità del giacimento energetico messo a disposizione dagli ulivi.

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